04 / 04 / 2014

Nadia e Alberto Zenato: VITE, il mondo del vino in scena.

Mostra #Vite: Intervista a Nadia e Alberto Zenato from SGA Wine design on Vimeo.

Intervista a Nadia e Alberto Zenato: figli del fondatore dell’Azienda Vitivinicola, Sergio, hanno consolidato e ampliato l’attività dell’impresa insieme alla madre, Carla. Alberto presta le sue cure al prodotto, dalla vigna, alla bottiglia, all’export. Nadia è responsabile dello sviluppo dei mercati e della comunicazione.

Nadia, oggi si inaugura “Vite”, esposizione che riunisce i risultati di un workshop condotto presso l’Azienda Vitivinicola Zenato da Edoardo Delille con un gruppo di studenti del terzo anno della Scuola di Fotografia Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Come è nato il progetto di collaborazione? 

NZ: Il progetto è nato un anno fa, con l’intento di valorizzare il nostro territorio, verso il quale sentiamo un forte senso di appartenenza e del quale ci sentiamo portavoce nel mondo, e la nostra azienda, radicata nelle zone del Lago di Garda e della Valpolicella. L’iniziativa, svolta in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni, è stata concepita anche per mettere in luce i giovani, che secondo noi rappresentano il futuro. Questo progetto ha dato vita a una grandissima sinergia, che ha permesso a noi di far conoscere un’area geografica importante e a loro di comunicarla attraverso dei messaggi forti, scaturiti dall’anima.

Allestimento Mostra presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona


La comunicazione aziendale viene comunemente affidata a messaggi di tipo pubblicitario; in questo caso invece l’investimento in comunicazione è stato utilizzato per dare vita ad un’iniziativa legata alla ricerca fotografica che si distingue per il contenuto culturale. Qual è la sua personale opinione rispetto a questo differente approccio?
 

NZ: Tutto ciò che facciamo ruota intorno a valori importanti: la cultura, l’arte, ma anche il sentimento che mettiamo quotidianamente nel nostro lavoro. Per cui credo che questa iniziativa premi soprattutto la voglia di valorizzare ciò che la generazione mia e di mio fratello sta facendo: portare avanti un’opera che ha iniziato mio padre negli anni Sessanta, dedicandosi anche ad altro attorno a quello che è il mondo del vino. 

Alberto, in riferimento a quanto accennato prima da Nadia: “Vite” è un titolo che rimanda alla naturale essenza del vino e della sua produzione, ma anche a un capitale umano di individui che si dedicano quotidianamente alla terra. Attraverso questo percorso fotografico si è voluto intrecciare la rappresentazione delle “viti” del basso Lago di Garda e della Valpolicella con quella delle “vite” di tante persone che su quel territorio lavorano con passione?

AZ: Sì, certamente. Questo titolo, “Vite”, ha un doppio senso: rimanda alla vite vera e propria che coltiviamo, ma anche alla vita, alle vite di tutti noi, che ruotano attorno al mestiere di produrre l’uva, per trasformarla in vino e portarlo sulle tavole di tutto il mondo. Questo prodotto così buono e piacevole da gustare non ci sarebbe senza il lavoro di tante persone che collaborano con noi.

Strumenti di comunicazione dell’evento

 

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