24 / 03 / 2015

Design Tribune Magazine: Packaging is a supermedia

Il vino è un prodotto sicuramente legato al fattore tempo. Come e quanto incide questa caratteristica nelle strategie di branding e d’immagine?

È vero, il fattore tempo incide moltissimo, “Come e quanto” dipende da numerosi aspetti, sia culturali che produttivi: per esempio la chiarezza, la completezza e la profondità della vision aziendale; ma anche aspetti tecnici come la maturazione di un vino, possono condizionare l’evoluzione e il lancio di un nuovo progetto.  Il tempo è determinante anche nella fase progettuale sia per quanto riguarda la sua dinamica, sia perché tendiamo ad attribuire ai progetti un elevato potenziale di vita, indispensabile allo sviluppo e al consolidamento di un’identità aziendale o di prodotto.

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Riserva Franco Ziliani Berlucchi, Edizione speciale

Ci racconta il più recente dei suoi lavori?

Il progetto per il vino Alanera dell’azienda Zenato, pensato per gli Usa, è stato sviluppato in un periodo di tempo contenuto, grazie a un dialogo tra i diversi interlocutori molto serrato. Fra gli obbiettivi: sviluppare un packaging che fosse accattivante per lo scaffale e premium per la ristorazione; capace di veicolare i valori in cui l’azienda si riconosce e di dialogare con un pubblico di estimatori molto eterogeneo; il progetto è iniziato con l’individuazione di un nome incisivo e memorizzabile, che esprimesse riconducibilità alle tipologie di uve utilizzate, che fosse evocativo del territorio di origine e che comunicasse spiccata personalità ed eleganza. La vestizione, dalla scelta della bottiglia all’etichetta, oltre a rispondere agli stessi obbiettivi, risulta distintiva e di forte impatto.

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Il progetto Alanera di Zenato

Il suo studio si occupa ampiamente di branding ma anche di packaging del vino, dalla bottiglia ai suoi accessori, alle confezioni e agli imballi. Qual’è il progetto che ritiene più completo?

Sono numerosi i progetti in cui ci muoviamo fra diversi ambiti della comunicazione: fra i più completi quello per l’azienda Guido Berlucchi, un rapporto di collaborazione iniziato nel 2006, per la quale abbiamo sviluppato progetti di stand e di comunicazione tradizionale (editoria e Adv), brand restyling e architecture, sito internet ed eventi, packaging, bottle design, secondary packaging e limited edition.
Per rimanere in tema, abbiamo studiato i vari elementi necessari sia all’allestimento, che all’arredo di temporary corner per la brandizzazione di attività specifiche sia out che indoor.

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Il progetto Berlucchi ‘61 (brand, packaging, secondary packaging, secchiello e bancone bar)

Sostenibilità e temporaneità sono due valori spesso in contrasto tra loro. Come affronta questo problema nei suoi progetti?

Noi tendiamo a proporre l’utilizzo di materiali che rispettano i criteri più recenti in termini di salvaguardia ambientale; in secondo luogo è molto importante ottimizzarne l’uso al fine di evitare sprechi; non promuoviamo l’assemblaggio di materiali o componenti la cui unione comprometterebbe la riciclabilità, la riduzione del peso delle bottiglie, ma anche preoccuparsi, per esempio, di ridurre la durata delle fasi di confezionamento va nella direzione della sostenibilità.

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Il progetto Ca’ Marcanda di Gaja

A proposito di temporaneità come è il vino quest’anno?

Difficile rispondere in termini generali. È stata una vendemmia molto sofferta; sono certo che i produttori non abbiano subito le condizioni metereologiche negative e ritengo abbiano interpretato la particolarità di questo raccolto proponendosi un obbiettivo - comunque - di alto livello qualitativo.
A fronte di una quantità inferiore penso avremo vini molto interessanti, anche se diversi dalle annate più recenti e forse, proprio per questo, sorprendenti.

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Il sito web Berlucchi

Tag Global design, Intervista, Packaging, Press

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