20 / 09 / 2016

Come le cantine possono muoversi in Google?

Come le cantine possono orientarsi e muoversi nei risultati di ricerca di Google? L’analisi della pagina dei risultati di ricerca e le attività di SEM.

Avete mai provato a cercare “spumanti italiani” in Google?

Inserendo queste parole nel motore di ricerca, definite appunto chiavi di ricerca, si ottengono 344.000 risultati: è evidente quanto sia difficile per una cantina apparire tra i primi risultati dei motori di ricerca! Una cantina che produce spumanti, tuttavia ne avrà tutto l’interesse poiché in questo modo potrà connettersi con più facilità a un maggior numero di potenziali clienti e raggiungere più facilmente i suoi obiettivi commerciali.

Ma perché alcuni siti di produttori di vino risultano prima di altri? Perché i risultati di ricerca assumono una certa disposizione? Il posizionamento della vostra cantina dipende da una serie di attività dedicate all’ottimizzazione del vostro sito proprio per tale scopo.

Non intercettare il bisogno degli utenti, potenziali clienti, equivale a perdere una grande occasione commerciale: comparire tra i primi risultati significa raggiungere quel segmento di pubblico che, utilizzando determinate chiavi di ricerca, ha già mostrato interesse per il vostro vino ed è quindi già selezionato, senza nessuno sforzo di marketing da parte della cantina.
Un sito web completo e accattivante ma non ottimizzato per i motori di ricerca sarà come una brochure, o un catalogo, ben progettati e molto belli ma che resteranno chiusi in un cassetto.

Le attività che permettono un miglior posizionamento sui motori di ricerca vengono raggruppate sotto l’acronimo SEM (Search Engine Marketing, ovvero il marketing per i motori di ricerca).

Le attività con cui le cantine possono posizionare il loro vino in Google

Al suo interno poi ci sono diverse singole attività che svolgono specifiche funzioni.
Vediamole insieme qui di seguito:

SEA (Search Engine Advertising) è l’insieme delle azioni che si finalizzano nell’acquisto degli annunci sponsorizzati, i quali compaiono nelle prime posizioni nei risultati delle ricerche e si contraddistinguono per un marchietto verde con la sigla “Ann.”.

SMO (Social Media Optimization) è l’insieme delle azioni mirate a ottimizzare i profili sui Social Network (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, ecc.) al fine di migliorarne la visibilità.

SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme di tutte le azioni per migliorare il posizionamento del sito internet sui motori di ricerca tra i risultati organici, ovvero non ottenuti a pagamento. Queste tecniche riguardano diversi aspetti di un sito web che si possono raggruppare in due tipologie:
-on-page: l’insieme delle attività di ottimizzazione all’interno delle pagine di un sito (es struttura del sito, codice HTML, contenuti testuali)
-off-page: riguarda essenzialmente la conquista (link building) e la gestione (link popularity) dei link di altri siti che puntano al nostro.


Queste attività possono essere, almeno in parte, gestite in un secondo momento rispetto alla creazione del sito, ma è importante che tutte vengano condotte in modo efficace; se portate avanti in modo approssimativo,  un sito internet non raggiungerà il suo potenziale o, peggio, ne verrà danneggiato.

D’altra parte, l’ottimizzazione per i motori di ricerca contempla più variabili, anche velocemente mutevoli, e richiede tempo per una gestione continuativa e frequente. Per questo esistono agenzie e figure professionali, come il “digital strategist” o i “SEO specialist”, che si occupano di questi strumenti e hanno sensibilità e competenze specifiche: considerare di coinvolgerle per formare il personale interno, o delegare loro queste attività, significa investire sapendo che le risorse saranno spese in maniera efficace in linea con gli obiettivi definiti.

A questo punto, è bene soffermarsi un attimo sull’analisi delle pagine dei risultati di Google (la pagina SERP, Search Engine Results Page) per orientarsi in questo nuovo ambiente e, soprattutto, sapere dove si vuole comparire per poi agire di conseguenza con il giusto strumento.

Vi ricordate la ricerca fatta con le parole chiave “spumanti italiani”?

Proviamo a osservarne insieme il risultato.

Un esempio di SERP con evidenziati i diversi tipi di risultati di Google

Come si può notare i primi XX risultati (A), con il bollino verde “Ann.” o “Ad.”, sono inserzioni a pagamento, molto simili ai risultati non a pagamento, che permettono di comparire sia in cima sia in fondo alla SERP (aree dove l’attenzione dell’utente è più alta) e dipendono dall’attività di SEA.

Immediatamente sotto, Google inserisce, alcune volte, le prime immagini che rispondono alla nostra chiave di ricerca (B). Questo elemento è molto importante per due aspetti:

•Ogni immagine in questa sezione è collegata alla pagina web di riferimento che, spesso, può non comparire nei primi risultati, o addirittura nelle prime pagine. Ottimizzando le nostre immagini praticamente acquisiamo un posto in prima pagina che altrimenti non avremmo!

•Migliorando in ottica SEO le nostre immagini, migliorerà anche l’intero posizionamento del sito della cantina.

Inoltre, per un produttore di vino ottenere una propria immagine in questi risultati facilita l’associazione del proprio vino, del proprio packaging e della propria cantina a questa ricerca e alle parole utilizzate.

Entriamo ora nel vivo della SERP e analizziamo i risultati organici (C): la loro disposizione è frutto delle azioni di ottimizzazione SEO che ciascun sito web esegue per migliorare appunto il suo posizionamento.

Quando effettuiamo una ricerca la pagina dei risultati ce ne mostrerà 10 per volta: questo vale sia per le ricerche fatte da computer sia da dispositivi mobili (tablet e smarthphone).

La competizione per essere nelle prime posizioni della prima pagina è molto elevata poiché:
•Le persone tendono a non andare oltre la seconda o la terza pagina e, a volte, nemmeno dopo la prima.
•Dei 10 risultati per pagina, in base alle diverse dimensioni degli schermi, i risultati immediatamente visibili sono meno, fino ad arrivare, su alcuni smartphone, anche solo a 3!
•Una quota sempre più grande del totale delle ricerche effettuate avviene da dispositivi mobili.

Riguardo alla nostra ricerca inziale con le parole “spumanti italiani”, è importante osservare a questo proposito un dato molto significativo: il primo risultato che fa riferimento ad una cantina compare solo in terza pagina.

Infine tra i risultati organici, sempre più frequentemente troviamo contenuti che fanno riferimento ai social network (D); sempre più canale principe per raggiungere e dialogare direttamente con wine lovers e le persone interessate alla nostra cantina.


Ora dovreste avere le idee più chiare su come orientarvi nella SERP e quale strumento faccia di più al caso vostro.

Come scalare la pagina dei risultati di ricerca di Google? Su quali elementi si deve lavorare perché un sito web sia performante in ottica SEO? Nel prossimo appuntamento vedremo come migliorare il posizionamento della vostra cantina sui motori di ricerca.

Tag Comunicazione Digital, Digital Wine Works

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