13 / 05 / 2014

2014 - Gamberorosso.it: 14 fotografi raccontano il mondo del vino nel progetto di Zenato

Fonte: www.gamberorosso.it, http://bit.ly/1ltfRl9

Raccontare il mondo del vino e delle vite che vi ruotano intorno è l’obiettivo di Zenato che ha coinvolto 14 giovani fotografi in un workshop e in sessioni fotografiche per raccontare, come su un set, i luoghi, le persone e il lavoro del vino. In mostra a Verona, nei giorni del Vinitaly.
Raccontare per immagini il mondo del vino nelle terre dell’Amarone e del Lugana, promuovendo il territorio e la giovane fotografia.

Questo l’obiettivo di Zenato, l’azienda vinicola fondata nel 1960 da Sergio a Peschiera del Garda e oggi guidata dalla moglie Carla e dai figli Nadia e Alberto, che per realizzarlo ha ideato - insieme a Giacomo Bersanetti dell’agenzia SGA - un progetto all’insegna del connubio tra vino e arte.

È stato così affidata al fotografo Edoardo Delille, classe 1974, la conduzione di un workshop a cui hanno partecipato tredici studenti della Fondazione Studio Marangoni, nota scuola di fotografia di Firenze. Ne sono nati un libro e una mostra, VITE. Il mondo del vino in scena, dove la parole “vite” si riferisce tanto alla pianta, quanto alle persone che vi dedicano fatica e passione. L’esposizione ha inaugurato pochi giorni fa a Verona, a cura di Daniele De Luigi, in una sala del prestigioso Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, proprio di fronte all’Arena, e resterà aperta per tutto il periodo del Vinitaly, quando il wine world confluirà nella città scaligera.

zenato invito


“Nei miei numerosi viaggi nel mondo, dalla California alla Russia, dal Giappone all’India, a New York” afferma Nadia Zenato, responsabile commerciale e marketing dell’azienda di famiglia “riscontro sempre un autentico stupore da parte di chiunque entri in contatto con la nostra storia, il nostro territorio e i valori che ci identificano. Il mondo del vino gode di un incredibile carisma e con questa mostra Zenato vuole continuare a regalare stupore ai giovani e a tutte le persone che giungono a Verona da ogni parte del mondo, anche in occasione di Vinitaly”. Il risultato è senz’altro di grande originalità e le immagini comunicano bene quel mix di tradizione e innovazione, che caratterizza la storia di aziende come Zenato che hanno portato un contribuito significativo alla storia della produzione vinicola italiana.

“Siamo un’azienda in continua evoluzione” ci racconta Nadia Zenato “ma fedele a valori di sempre come il rispetto del tempo, l’aspetto umano, l’amore per il territorio e l’attenzione alla tradizione.È proprio da questo profondo legame con il territorio che sono nate intuizioni, come quelle di mio padre Sergio, di investire in modo pionieristico sui vitigni autoctoni per ottenere vini bianchi e rossi di qualità, come è accaduto per il Trebbiano di Lugana; o di riscoprire un metodo antico della Valpolicella ormai in disuso, il ripasso, creando un grande vino, la Ripassa Zenato”.

zenato verona

Con questa mostra Zenato affida quindi alle nuove generazioni di fotografi e artisti la missione di mettere in scena il mondo del vino. Le fotografie sono state realizzate con una tecnica particolare che grazie all’uso delle luci ha trasformato il territorio in un teatro open air, dove sembra che tutte le fasi produttive siano riprese su un set di cui i lavoratori sono gli attori. Il workshop è consistito in un lavoro in esterno di 5 giorni nelle vigne lo scorso, ottobre per

La vendemmia, a cui sono seguiti 5 giorni a gennaio nelle cantine e nelle tenute, per la potatura e spremitura delle uve dell’amarone. Le immagini mostrano il territorio e il paesaggio - Peschiera del Garda, Sirmione, Verona, la terra del Trebbiano di Lugana, i filari della Valpolicella – le casse della vendemmia, donne, uomini e ragazzi, la potatura dei vitigni, i grappoli e i nastri trasportatori, la spremitura delle uve passite dell’Amarone, le mani, le cesoie, gli attrezzi, i bicchieri, le bottiglie, le botti, la cantina. Nonostante vi abbiano lavorato 14 fotografi, l’insieme delle immagini appare unitario e mette al centro il carattere collettivo del fare il vino, che rappresenta oggi uno degli esempi più positivi di sintesi fra passato, presente e futuro, capace di custodire il meglio della tradizione e dei valori nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, nonché di concorrere sul piano internazionale a tenere alta l’eccellenza del Made in Italy.

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